giovedì 16 settembre 2010

LA MIA RELIGIOSITA'

Mi sono convertito ad una religiosità umanistica senza religione, senza dogmi e istituzioni. Non mi sono trovato di fronte alla scelta tra materialismo egoistico e accettazione della concezione cristiana di Dio. La stessa vita sociale in tutti suoi aspetti – lavoro, riposo, rapporti sociali – potrebbe divenire l’espressione dello spirito religioso, per cui una religione a sé stante cesserebbe dall’essere necessaria. Questa esigenza di una nuova religiosità, non teistica, non istituzionalizzata, non costituisce un attacco alle religioni esistenti; d’altra parte, data l’enorme influenza sociale, essa comporta la necessità che la Chiesa Cattolica Romana, a cominciare dal suo vertice, si converta allo spirito evangelico autentico. Se la città di Dio e la città Terrena del Progresso costituiscono la tesi e l’antitesi, una nuova sintesi rappresenta l’unica alternativa al caos spirituale che attanaglia il nostro tempo.

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