Penso che oggigiorno le persone considerano la lettura più un obbligo che un piacere. Forse ciò dipende dal fatto che i computer sono diventati così popolari che molti giovani provano avversione verso la lettura, e se leggono qualcosa preferiscono orientarsi verso libri leggeri e divertenti: dei generi senza molta sostanza, ma che forse sono meglio di niente. Sicuramente ci sono molti tipi di persone, alcuni che amano la lettura e altri che non la amano. Tuttavia, una cosa è evidente: coloro che conoscono la grande gioia che proviene dalla lettura hanno vite più ricche e prospettive più ampie rispetto a chi non ama leggere. Incontrare un buon libro è come incontrare un grande insegnante. Leggere è un privilegio esclusivo degli essere umani: nessun’altra creatura vivente su questo pianeta possiede la stessa capacità. Attraverso la lettura possiamo venire a contatto con centinaia di migliaia di altre vite, oltre che con la nostra, e possiamo comunicare con saggi e filosofi che sono vissuti anche duemila anni fa. Leggere è come fare un’escursione. Si può viaggiare in ogni direzione e conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Leggere trascende il tempo ed è possibile fare amicizia con persone di un passato lontano che non abbiamo mai conosciuto.
Tutti i grandi uomini, senza eccezione, avevano un libro a loro caro, durante la loro gioventù; un libro che è stato per loro guida e fonte di incoraggiamento, un caro amico, uno stimolo. I libri fanno conoscere i fiori profumati della vita, i fiumi che scorrono, le strade e le avventure. In essi si trovano stelle e luce e si può sentire delizia e indignazione. I libri permettono di solcare il vasto mare delle emozioni a bordo di una nave fatta di ragione, spinti dalla brezza incontenibile della poesia.
Per apprezzare il piacere della lettura dobbiamo sforzarci, avere pazienza ed essere perseveranti. Per ottenere vera soddisfazione e piacere da qualunque cosa, sono sempre necessari pratica, allenamento e sforzo. Una della scuse più comuni è che non si ha il tempo per leggere. Ritengo che non sia una questione di tempo, ma di determinazione: quelli che dicono di non avere tempo non ci hanno provato seriamente. Se il desiderio di leggere esiste non è possibile non trovare dieci o venti minuti per farlo. Inoltre mi sono accorto che, proprio in quei momenti preziosi ritagliati tra i miei impegni, la lettura è accompagnata da una maggiore concentrazione.
Molte persone avvertono il problema di non sapere con quale libro iniziare. Piuttosto che preoccuparsi di cosa leggere, sarebbe forse meglio cominciare a leggere qualcosa, anche solo una pagina. L’indecisione non porta da nessuna parte. Leggere solo una pagina significa fare progressi. Una volta che si è capito il meccanismo della lettura e si è sviluppato una certa familiarità con il leggere si può avanzare verso sfide più grandi, cioè libri più impegnativi. Inoltre bisogna leggere non distrattamente, riflettendo su tutto ciò che si legge. Riflettere su ciò che si legge serve a far sì che il contenuto del libro diventi una parte di noi. Esistono molti modi di leggere un libro. Uno è farlo unicamente per il proprio piacere, seguendo semplicemente la trama e questo è il modo superficiale di leggere. La maniera in cui una persona legge un libro è formata, o meglio deformata, dall’istruzione, dalla scuola. Agli allievi si insegna a leggere un libro in modo tale da poter ripetere le idee fondamentale dell’autore. I cosiddetti ottimi allievi sono quelli che sanno ripetere, con maggiore accuratezza, ciò che i vari autori dei testi scolastici dicono. Un altro modo è pensare al motivo per cui l’autore ha scritto il libro, al suo contesto storico e sociale, alle idee e alle intenzioni che l’autore cerca di esprimere. Un altro modo ancora è cercare di capire, nel leggere l’opera, che tipo di persona sia, o fosse l’autore: il suo carattere, le sue idee sulla vita, sul mondo e l’universo, il suo credo e i suoi ideali. I lettori che fanno propria questa modalità possono giungere spesso alla conclusione che anche un libro fatto oggetto di molte lodi può esse del tutto privo di valore o averne assai poco. Per interiorizzare meglio ciò che si legge sarebbe meglio annotare su un quaderno o in fondo al libro le nostre impressioni, le nostre riflessioni o gli eventuali punti di disaccordo. Prendere nota di quello che si legge mette in moto i meccanismi della mente.
Secondo me c’è una differenza fondamentale nel modo in cui si ricevono informazioni guardando la televisione o leggendo i libri. Leggere permette di scolpire un qualcosa nella propria mente, nella propria vita. Dà sostanza alla crescita della persona. Mentre guardare qualcosa non permette altro che di coglierne l’aspetto superficiale: è facile da fare e dà l’illusione di poter conoscere in profondità le cose semplicemente guardandole. Questo significa voltare le spalle alla sfida e alla ricerca delle nostre potenzialità. Leggere molti libri coltiva e arricchisce la vita delle persone.
Sarebbe meglio leggere libri di valore che dirigono la nostra vita verso la felicità, la saggezza e la creatività: basta con i libri scadenti! Inoltre iniziare a leggere in età giovanile non può che portare tanti vantaggi perché quello che si legge mentre si è giovani rimarrà con noi per tutta la vita.
Tutti i grandi uomini, senza eccezione, avevano un libro a loro caro, durante la loro gioventù; un libro che è stato per loro guida e fonte di incoraggiamento, un caro amico, uno stimolo. I libri fanno conoscere i fiori profumati della vita, i fiumi che scorrono, le strade e le avventure. In essi si trovano stelle e luce e si può sentire delizia e indignazione. I libri permettono di solcare il vasto mare delle emozioni a bordo di una nave fatta di ragione, spinti dalla brezza incontenibile della poesia.
Per apprezzare il piacere della lettura dobbiamo sforzarci, avere pazienza ed essere perseveranti. Per ottenere vera soddisfazione e piacere da qualunque cosa, sono sempre necessari pratica, allenamento e sforzo. Una della scuse più comuni è che non si ha il tempo per leggere. Ritengo che non sia una questione di tempo, ma di determinazione: quelli che dicono di non avere tempo non ci hanno provato seriamente. Se il desiderio di leggere esiste non è possibile non trovare dieci o venti minuti per farlo. Inoltre mi sono accorto che, proprio in quei momenti preziosi ritagliati tra i miei impegni, la lettura è accompagnata da una maggiore concentrazione.
Molte persone avvertono il problema di non sapere con quale libro iniziare. Piuttosto che preoccuparsi di cosa leggere, sarebbe forse meglio cominciare a leggere qualcosa, anche solo una pagina. L’indecisione non porta da nessuna parte. Leggere solo una pagina significa fare progressi. Una volta che si è capito il meccanismo della lettura e si è sviluppato una certa familiarità con il leggere si può avanzare verso sfide più grandi, cioè libri più impegnativi. Inoltre bisogna leggere non distrattamente, riflettendo su tutto ciò che si legge. Riflettere su ciò che si legge serve a far sì che il contenuto del libro diventi una parte di noi. Esistono molti modi di leggere un libro. Uno è farlo unicamente per il proprio piacere, seguendo semplicemente la trama e questo è il modo superficiale di leggere. La maniera in cui una persona legge un libro è formata, o meglio deformata, dall’istruzione, dalla scuola. Agli allievi si insegna a leggere un libro in modo tale da poter ripetere le idee fondamentale dell’autore. I cosiddetti ottimi allievi sono quelli che sanno ripetere, con maggiore accuratezza, ciò che i vari autori dei testi scolastici dicono. Un altro modo è pensare al motivo per cui l’autore ha scritto il libro, al suo contesto storico e sociale, alle idee e alle intenzioni che l’autore cerca di esprimere. Un altro modo ancora è cercare di capire, nel leggere l’opera, che tipo di persona sia, o fosse l’autore: il suo carattere, le sue idee sulla vita, sul mondo e l’universo, il suo credo e i suoi ideali. I lettori che fanno propria questa modalità possono giungere spesso alla conclusione che anche un libro fatto oggetto di molte lodi può esse del tutto privo di valore o averne assai poco. Per interiorizzare meglio ciò che si legge sarebbe meglio annotare su un quaderno o in fondo al libro le nostre impressioni, le nostre riflessioni o gli eventuali punti di disaccordo. Prendere nota di quello che si legge mette in moto i meccanismi della mente.
Secondo me c’è una differenza fondamentale nel modo in cui si ricevono informazioni guardando la televisione o leggendo i libri. Leggere permette di scolpire un qualcosa nella propria mente, nella propria vita. Dà sostanza alla crescita della persona. Mentre guardare qualcosa non permette altro che di coglierne l’aspetto superficiale: è facile da fare e dà l’illusione di poter conoscere in profondità le cose semplicemente guardandole. Questo significa voltare le spalle alla sfida e alla ricerca delle nostre potenzialità. Leggere molti libri coltiva e arricchisce la vita delle persone.
Sarebbe meglio leggere libri di valore che dirigono la nostra vita verso la felicità, la saggezza e la creatività: basta con i libri scadenti! Inoltre iniziare a leggere in età giovanile non può che portare tanti vantaggi perché quello che si legge mentre si è giovani rimarrà con noi per tutta la vita.
«[ ... ] non vivo poi soltanto dei libri e per i libri. Ma alla fin fine, se lo debbo dire, io penso che a dischiudermi la vita sono stati in gran parte i libri» Cesare Pavese